giovedì 6 maggio 2010

Le eco-balle del marketing



Non che io sia contraria all'ecologia, per carità.



Però sono davvero disturbata dall'uso che se ne fa.



Il termine “green”, assolutamente di tendenza, è diventato un'etichetta come qualunque altra, che viene appiccicata su qualunque cosa per renderla più interessante, più appetibile e ovviamente più vendibile. L'esempio più lampante sono le tonnellate di prodotti (t-shirt, shopping, chi più ne ha più ne metta) proposte un po' da tutti “a sostegno dell'ambiente”.
 Come ridurre gli sprechi, essere sostenibili e salvare la natura?
Evitare i prodotti inutili potrebbe essere un buon inizio.



swarovski


4 commenti:

  1. concordo. Vorrei proprio sapere quanto sono ecologici i capi ecologici di H&M

    RispondiElimina

  2. Sulle sigarette è stato proibito l'uso della dicitura "light" perchè poteva indurre a ritenerle meno dannose ma credo che nessuno vieterà mai o porrà sotto controllo "green" su capi di abbigliamento, almeno fino a quando quest'ultimi non causeranno danni alla salute. Fanno bene a raccontare balle visto che ci guadagnano, finchè c'è chi ci casca... A me tempo fa saltò all'occhio una cosa simile con "integrale" su pasta e affini: era scritto su prodotti con anche solo il 3% di farina integrale. Continuando a saltare da un area di mercato all'altra spezzo una eco-lancia a favore di lush, dove mia sorella mi obbliga ad accompagnarla ormai da anni e che elimina il packaging da quasi tutti i propri prodotti :-) X

    RispondiElimina

  3. E che dire degli scooter che anni fa venivano venduti con gli ecoincentivi e oggi sono considerati veicoli inquinanti? interessante il tuo blog ciao! :)

    RispondiElimina
  4. ti consiglio la lettura di Emilie, ecologista in carriera (Ed. Ambiente, collana Verdenero), molto carino ;-)

    RispondiElimina