FASHION KITSCH & RADICAL CHIC
È giunto il momento di sfatare il mito che vuole il mondo della moda tutto lustrini e paillettes.

Da parte mia l’avevo sospettato fin dall’inizio - quando mi trovavo al pc alle 11 di sera per rispettare le deadline, a mangiare prosciutto crudo con una mano mentre con l’altra continuavo a digitare: nella moda di glamour non ce n'è poi molto!
Eppure, un sacco di gente s’immagina il fashion system stile Beautiful, kitsch e patinato come una pubblicità della Cinzano. Locali modaioli -magari di proprietà di qualche stilista- dove andare a sfoggiare capi griffati dal Padrone di Casa, incontrando un sacco di bella gente: pagare un drink 20 euro - perché tanto, che differenza fa- ballare le hit del momento e compiacersi di stare nel posto giusto.
Il quadretto, non lo nego, ha un suo certo fascino anni’80 -alla Bret Easton Ellis per capirci- ma la Milano da Bere è finita da un pezzo.
A fare l’Happy Hour nei locali pettinati, dove cingalesi in livrea ti aprono le ostriche davanti, ci vanno un sacco di persone, naturalmente: gli uomini con la camicia bianca, orologio $$$$ e scarpe tirate a lucido, le ragazze tutte coi capelli stirati, il tacco alto, la micro borsetta... Quest’esercito di cloni, dopo il rito dell’HH – come viene chiamato- migra compatto verso i ristoranti di più recente apertura e poi punta dritto sulle due o tre discoteche che al momento sono in: posti fashion,of course, dove ci sono più vestiti firmati che da Selfridges a Londra.
La gente della moda, nel frattempo, se ne sta in qualche posto completamente irragionevole, tipo i baretti dove i vecchietti giocano a carte parlando di figa, a bere birre da camionista, con addosso un mix and match di: vestiti firmati last season comprati a due lire alle vendite di campionario, vintage, H&M e abiti unsigned in proporzioni variabili.
La serata tipo è in un capannone archeo-industriale, grado di formalità sotto zero, a bere vodka offerta da qualche sponsor, sedendosi per terra perché non ci sono sedie, a fare la fila per un cesso senza carta igienica con le orecchie perforate da sperimentazioni elettroniche.
Di lustrini e paillettes nemmeno l’ombra… Radical chic all the way, baby!

Probabilmente una volta grattato con le unghie ben smaltate e decorate, l'oro in foglia che riveste la vita patinata della Milano-bene, vien fuori l'acciaio dell'anima.
RispondiElimina[n]http://nicco.megablog.it
Milano bene? io ho visto solo la Milano Pene.
RispondiEliminaun'ammasso di cloni...hai ragione....
RispondiEliminaMa, a conti fatti (in tasca... :-P) non è una cattiva idea campare secondo il principio del "compra a poco e vendi a molto"
RispondiElimina;-)
Forse non mi sono spiegato: quello che sembra "bene" (rivestito d'oro luccicante) spesso è "poca roba" (acciaio comune) sotto.
RispondiElimina[n]http://nicco.megablog.it
...credo anch'io di essere stata almeno una volta ad una festa dove nn c'era la carta igienica, nn c'erano più alcolici, la musica era assordante ma la gente era tutta del settore..... che sia la stessa???
RispondiEliminaIl popolo dell'HH è uguale in ogni città, anche a Verona, tutti tirati, tutti uguali, però a qui stride ancor più, non c'è alcun background socio-culturale, qui non è mai esistita una "Verona da bere". Il radical chic qui si mescola col modaiolo più fissato, un unico "pastone" dove il trendy dura meno di una stagione e il concetto di stile classico si è da tempo perso, un'abito di sartoria vale quanto (se non meno) una giacca logora ex-esercito DDR...
RispondiEliminaIl mondo non è più lo stesso da quando non fanno più borse e scarpe coordinati!
RispondiElimina@merchesa
RispondiEliminaLei capisce sempre tutto con due settimane d'anticipo
Io sono del parere che l'importante è la libertà di scelta... perchè se cmq ci si schiera da una sola parte cristallizzandocisi dentro, pensando di essere meglio...si diventa come i pettinati, esattamente come loro, ma da una fazione opposta... e allora se una sera ti va di startene pettinata, ma xchè no? così come una sera ti va di andartene alla sagra della porchetta... o al localino a sentirti la tecno, o a mangiare dal buiacca... ( parlo x me che sono romana ;))
RispondiElimina"gente alla moda"?
io cmq preferisco la gente aperta positiva, adattabile e che sa divertirsi,ovunque la metti,senza spocchia davanti a qsta o quest'altra cosa semplicemente x presa di posizione...
e nn è da tutti, + che moda in effetti ci vuole stile x essere così! :D
baci
così a prima impressione ti pensavo uno di quei cloni ma mi sono dovuto ricredere...non me ne volere :)
RispondiEliminaUn salutino di passaggio
Ma perchè non emigrate tutti qui a Palermo...i ragazzi si divertono, non vogliono più saperne di mafia e robe antidiluviane simili, oggi ci sono 26 gradi, ieri 28 e Mondello era piena...Il centro è un coacervo di localini con musica life, cibo prelibato, bella gente, colta e raffinata, teatri, musei, mostre, palazzi nobilari recuperati, atmosfera da rinascimento...
RispondiEliminae chi più ne più ne metta...
scusa ma che significa che hai visto una MIlano da pene?
un caro saluto da Iper
Jazz dal vivo allo Spasimo
@iperuranio
RispondiEliminanon ci arrivi proprio?
;)
era una domanda retorica...
RispondiEliminaLa moda è frivola ma comunque ci saranno anche quelli che ci lavorano sodo e con impegno e chi lavora seriamente, in ogni campo, difficilmente vive tra lustrini e paillettes, neanche nel tempo libero X
RispondiEliminabella l'immagine di milano.. molto più divertente di quella che vedo io quando vengo ai congressi: due palle enormi!!!!!!!!
RispondiEliminamolto bella la seconda immagine in bianco e nero
RispondiEliminabuona giornata
lorenzo mazzoni