Una volta c'era un uomo, maestro d'arti marziali, che aveva un problema: un topo si era sistemato in casa sua e gli vuotava continuamente la dispensa. L'uomo conosceva alcuni gatti e decise di chiedere il loro aiuto. Il primo era un gatto nero, esperto di lotta. Entrò in casa, fece mille evoluzioni, ma il topo vinse. Il gatto si inchinò e andò via. Il secondo era un micio tigrato, grande pensatore. Lottò contro il topo usando la sua forza psichica, ma anche lui ne uscì sconfitto. Il terzo era una micia grigia, abituata a combattere contro le ombre. Anche lei fu molto abile, però non ebbe fortuna migliore. Per quarto venne chiamato un vecchio gatto ormai stanco e con la coda mozza. Il micio entrò in casa dell'uomo e si acciambellò per riposare, ignorando il topo. Il roditore ormai era spavaldo, sentendosi sempre vincitore. Perse ogni precauzione, non si curava neppure più di nascondersi, e certamente non temeva un gatto anziano e malandato. Ma un giorno, mentre trascinava una grossa porzione di cibo rubato all'uomo, il topo si avvicinò moltissimo al gatto, e gli chiese perfino aiuto per trasportare la refurtiva. Rapidissimo, il gatto afferrò il topo e lo sconfisse. Battuto, al piccolo roditore non rimase altro da fare che inchinarsi e andar via: l'anziano e saggio gatto, annullando il sé, aveva vinto. Il problema esiste se esiste il sé, annullando il sé scompare anche il problema..
Per cucinare ci vuole un animo artistico, non matematico. Fossi in te, vista la passione per la pittura lascierei perdere la genetica e passerei agli accostamenti cromatici. La natura è perfetta, bella e buona... lo saranno anche i tuoi manicaretti ;-) X
Io invece nn cucino, riscaldo!
RispondiEliminaemmm...scusami, ma...chi sono le cavie da laboratorio?
RispondiEliminapsss, Salutoni salutoni ... ;-)
Allora, mia cara, definisciti ancora più efficacemente: "Una chef in provetta"
RispondiElimina@magosilvan
RispondiEliminama perchè mai? Vedo che ci arrivi anche da solo;)
poi mi inviti a mangiare da te?
RispondiEliminaè gratis vero? :P
mmm io devo ancora sperimentare...
RispondiEliminastasera panini.
RispondiEliminaHai chiesto ha qualche laboratorio se hanno bisogno di una ricercatrice? Ad ogni modo se non hai fatto vittime tanto pericolosa non sei.
RispondiEliminaIl sonno della ragione gastronomica genera mostri.
RispondiEliminaMa con un po' di applicazione si cresce.
Ricordo ancora i miei primi passi ai fornelli: Pomì e spaghetti, poi Sughi Barilla e spaghetti.
Oggi trofie con pomodoro fresco, basilico etc.
Oppure garganelli con zucchine e salsiccia.
ciao passavo per un saluto.....
RispondiEliminacome va?? passa ogni tanto da me bacione
My dear,
RispondiEliminayou've a new mail;)
:*
Mitsu
Una volta c'era un uomo, maestro d'arti marziali, che aveva un problema: un topo si era sistemato in casa sua e gli vuotava continuamente la dispensa. L'uomo conosceva alcuni gatti e decise di chiedere il loro aiuto. Il primo era un gatto nero, esperto di lotta. Entrò in casa, fece mille evoluzioni, ma il topo vinse. Il gatto si inchinò e andò via. Il secondo era un micio tigrato, grande pensatore. Lottò contro il topo usando la sua forza psichica, ma anche lui ne uscì sconfitto. Il terzo era una micia grigia, abituata a combattere contro le ombre. Anche lei fu molto abile, però non ebbe fortuna migliore. Per quarto venne chiamato un vecchio gatto ormai stanco e con la coda mozza. Il micio entrò in casa dell'uomo e si acciambellò per riposare, ignorando il topo. Il roditore ormai era spavaldo, sentendosi sempre vincitore. Perse ogni precauzione, non si curava neppure più di nascondersi, e certamente non temeva un gatto anziano e malandato. Ma un giorno, mentre trascinava una grossa porzione di cibo rubato all'uomo, il topo si avvicinò moltissimo al gatto, e gli chiese perfino aiuto per trasportare la refurtiva. Rapidissimo, il gatto afferrò il topo e lo sconfisse. Battuto, al piccolo roditore non rimase altro da fare che inchinarsi e andar via: l'anziano e saggio gatto, annullando il sé, aveva vinto. Il problema esiste se esiste il sé, annullando il sé scompare anche il problema..
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Per cucinare ci vuole un animo artistico, non matematico. Fossi in te, vista la passione per la pittura lascierei perdere la genetica e passerei agli accostamenti cromatici. La natura è perfetta, bella e buona... lo saranno anche i tuoi manicaretti ;-) X
RispondiElimina'azz.
RispondiEliminaInfatti se ricordo bene nei cinquantaepassa molteplici interessi manca... il cibo