
MEMORIE DI UNA FASHION VICTIM – FUNERAL CHIC Ovvero: Mors Tua, Vita Mea
Come ho già accennato altrove, ho sempre avuto una passione per i cappelli, e per gli “accessori da testa” in generale.
Qualche anno fa, durante una delle mie solite trasferte, passeggiavo beata tra Via della Vigna Nuova e Via de’ Calzaiuoli, quando la mia attenzione fu catalizzata da un adorabile cappello in panno di lana nero esposto in una vetrina, decorato da una fascia in velluto ton sur ton.
Il copricapo in questione aveva le dimensioni del fungo di Hiroshima, e più meno anche la stessa forma: ed essendo io già all’epoca una cultrice di Colazione da Tiffany, naturalmente l’amore fu immediato.
Già mi immaginavo, avvolta nel mio cappotto anni ’50 a ruota, con il cappello in questione e un paio di occhiali da sole vintage, camminare lungo la 5th Avenue stringendo tra le mani –guantate of corse- un bicchierone di caffè bollente.
Ma questo film, in cui indugiavo felice mentre col cappello in valigia facevo ritorno alla famosa università, si scontrava brutalmente – mi trovai a constatare- con la mia altrettanto famosa povertà studentesca.
Una vacanza a New York era decisamente fuori discussione in quel momento, e altrettanto si poteva dire di una visita da Tiffany.
Mi arrovellavo dunque su queste imponderabili questioni, quando lo squillo del telefono mi ridestò dalle mie cogitazioni.
Una voce mesta all’altro capo del filo.
" Ciao tesoro, sono la mamma. Purtroppo devo darti una brutta notizia: la zia Cicci è mancata questa mattina”.
Oddio. Momento di smarrimento. Va bene che era vecchia-anzi vecchissima- e ormai malata, ma così tutto d’un botto…
“…Il funerale sarebbe martedì mattina....”
BLING! LAMPADINA!
Tutta la storia del cappotto nero, con gli occhiali da sole il cappello e i guanti sembra tutt’a un tratto più vicina.
E così andò, in effetti. Archiviati i sensi di colpa e recitato un eterno riposo, feci la mia entrata in chiesa col Favoloso Cappello, il cappotto a ruota, i guanti, le perle e uno chignon studiato per l’occasione.
Un' apoteosi funeral-chic, confermata dall’insolita quantità di complimenti che ricevetti a dispetto della situazione e del luogo.
Ricordo a tal proposito un certo imbarazzo… Non è carino rubare la scena alla zia morta!
Comunque, la gloria è stata tale che ho deciso di non aspettare l’occasione adatta – soprattutto se si tratta di un funerale- quando si tratta di sfoggiare un copricapo.
Ultimamente indosso spesso delle coroncine di strass o di fiori di seta… Soprattutto per godermi gli sguardi rancorosi d’invidia che mi lanciano le bambine per strada.
A loro, la mamma, non lo lascia mica fare!
Lo dico sempre, che adoro invecchiare…
post bellissimo perché per niente politicallycorrect: evviva la faccia e il tuo bel cappello.
RispondiEliminaciao :)
p.s. che poi non è che la gente ai funerali di solito, hai presente le ultime file che si raccontano sempre barzellette?
RispondiEliminaInvecchiare è l'unico modo per sapersi vivi, mia cara.
RispondiEliminaMa, Elisaaaa ...proprio in un'occasione del genere dovevi vestirti in modo così appariscente? Oddio, a dirla tutta quello che conta è ciò che hai dentro e provi per chi non è più tra noi, il resto ...è solo apparenza.
RispondiEliminaSalutoni e a presto ...PASTICCIONA!
@Mariastrofa
RispondiEliminaio e la political correctness abitiamo in 2 posti diversi temo
@diana
Grazie, splendida as usual
@merchesa
Merchesa, come darle torto?
@Njord
No tesoro non hai capito.
Non ero per niente APPARISCENTE
ero deliziosamente sobria e ricercata in ogni minimo dettaglio.
Non andrei MAI in chiesa vestita in modo appariscente, per quanto odi il papa e tutta la diocesi.
E' una questione di buon gusto.
VIENI AL MERCATINO DELLA PECORELLA????
RispondiEliminaun po squallido... ma è un mio punto di vista.
RispondiEliminafashion vittima !!
RispondiElimina:-)
ci sei andata.
RispondiEliminaaudrey rules !
RispondiElimina:-)
saluti
Hai fatto bene a riparlare della zia, una volta una persona di cui mi fidavo molto mi ha detto che in qualche modo riusciva ad avere contatti con i defunti e che così aveva saputo che la cosa a loro più gradita è il sentirsi ricordati. Non che sia cosa difficile da immaginare ma sentirmene sicuro mi fece uno strano effetto. Vediamo se ho imparato la lezione: odio le signore tutte eleganti che vanno in chiesa per farsi vedere e che non pensano al significato della celebrazione ma ho capito che te, andando elegante non tanto per farti guardare quanto per sentirti come ti piace, cerchi forse, con tutto il tuo anticlericalismo, di trovare in una messa più significato di quanto non ne abbia per quelle signore vanitose. Giusto? Te la passo sulla fiducia ma non sono ancora totalmente persuaso, comunque il prossimo brindisi: alla zia Cicci! X
RispondiEliminaFa molto glamour il cappelo , il cappotto e il tocco è la mano guantata! ùMa sì, bello sentirsi fighe, tanto alla zia non potevi fargli niente. Una delle poche cose che invidio agli americani è la capacità di fare quella specie di festa mangereccia per il caro estinto...al mio funerale vorrei tutti molto chic, le donne glamour, e panini con la porchetta a go gò!
RispondiElimina@telodicodopo
RispondiEliminaMa sei peggio di wanna marchi!
@cekkoo
....
vabè
@coprofilo
sì in questo caso proprio sì!
@marco
eh?
@toso
Audrey 4 president
@melkor
ah si? Sono molto affascinata dalle sedute spiritiche e simili.
Ti ringrazio perchè i morti, sinceramente, credo sia meglio ricordarli con buonumore e anche ironia.
Non sopporto l'ipocrisia che è ben espressa in un vecchio proverbio veneto, che- tradotto- dice:
Quando nascono tutti belli
Quando si sposano tutti ricchi
Quando muiono tutti buoni
viva zia cicci!
@lamiranda
A me fa ridere, i funeral party americani mi ricordano i banchetti omerici in onore degli eroi caduti...
meglio scrivere con la k che scrivere una marea di cazzate
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