THE STATE OF ART Ovvero: I Canti dell’Esperienza
Che cos’è l’arte, dove sta il confine tra il bello e il brutto me lo sono chiesta da quando ero bambina.
Ho sempre provato emozioni violente alla vista delle cose più disparate, dalle statue di Canova a lombrichi spiaccicati, l’estremamente bello e il mostruosamente brutto mi affascinano ancora in eugual misura.
Ma se le emozioni che suscitano sono percerti versi così simili, tra Bello e Brutto c’è una differenza sostanziale: solo il primo mi suscita un’esigenza di elevazione, facendomi aspirare a un mondo diverso, dove alla grazia corrisponde la nobiltà dell’animo.
Che poi nella vita reale non tutto ciò che è bello sia anche buono l’ho capito da sola, ben prima di scoprire sui libri l’ideale classico “Kalos Kagathos”; tuttavia, la cruda relatà non scalfisce la convizione che la vera bellezza trascenda la pura armonia delle forme.
Ma non tutta la Bellezza è Arte: quest’ultima ha infatti un’ulteriore capacità.
L’Arte si rigenera col tempo e attraverso le nostre esperienze trova nuovi di parlarci, con parole diverse, ma ma sempre per dirci di tralasciare il meschino per aspirare solo a ciò che è grande.
William Blake
Frontespizio della prima edizione di " Songs of Experience"
Incisione
1794
RispondiEliminaDinh Quan
Grande verità che non tutto ciò che è bello è puoi anche buono!!!!!
RispondiEliminaBacio!!!!!!!!!!
Sì, come hai detto tu le categorie morali non hanno nulla a che vedere con l'arte.
RispondiEliminaciao
cercare di definire...
RispondiEliminaimpossibile.
Il pensiero complesso permette approccio laterale da più parti, mai via diretta.
Se proprio dovessi cercare di definire "bellezza" o altro, direi che siamo "ciò che sentiamo".
Esigenza di bello (in cui rientra a volte l'orrido) è per me esigenza di vita, che pratico senza aspirare a bontà.
Il "buono" è la libertà di essere persona libera che cerca di far bene i propri diversi mestieri con attenzione verso gli altri e difesa dalla stupidità.
Il "brutto" è l'ordinario, il comune conformarsi a regole -anche estetiche- che non riconosco.
Esigenza di bellezza è per me strettamente connessa a esigenza di creatività, di pensiero "sentito" e non "appreso".
Sentire con tutti gli organi dell'intelletto e dei sensi, con la mente e la visceralità.
Eccoti, Dolly, sprazzi di me sul tuo tema.
Con intelligenza emotiva sento affinità elettive che ci toccano con fili leggeri.
maria
Un'etica dell'estetica?
RispondiEliminaSe c'è è nei sensi di chi guarda.
Un'etica dell'artista?
Il rispetto della creatività che fa delle regole porte e non paletti.
maria
L'estetica è etica, non ha bisogno di nessun supporto perchè giustifica sè stessa. Per questo ha una valenza universale che supera il tempo. E per lo stesso motivo una manifestazione di arte che non sia intrinsecamente estetica è destinata ad essere dimenticata.
RispondiElimina- kalos kai agathos - (“Kalos Kagathos” era ironico , vero?!?!?)
RispondiElimina@diana
RispondiElimina:*
@mitosolare
Bacio a te!
@mariastrofa
seghe mentali a gogo.
@mariaprivi
grazie Maria, è bello sapere che cosa sentono gli altri a proposito del mio personalissimo punto di vista.
@magosilvan
a livello ontologico te la posso anche passare, ma nel mondo reale magari fosse tutto così easy.
@doozen
Mi risulta che esistano e siano corrette entrambe le versioni, perchè?
non credo che l'arte possa essere bella o brutta, in quanto sconfina nella sfera delle emozioni e molto spesso in sintonia con i stati mentali del momento.
RispondiEliminaMi pare che una volta hai detto che l'arte rispetta delle regole e trovo che sia vero. Un'opera d'arte è tale per tutti, apprezzata o meno. La bellezza è qualcosa di più personale, discorso vecchio questo. Quando un'opera d'arte è per noi anche bella allora riesce a parlarci. Di solito una persona nel corso del tempo si sensibilizza sempre di più alla bellezza e quindi l'arte riesce a trovare sempre parole nuove che però in realtà si è sempre portata dentro in attesa che noi riuscissimo a comprenderle. Non so se questo può essere un punto d'incontro tra arte e bellezza ma a me spesso capita di considerare delle persone come opere d'arte e mi sembrano sempre bellissime. Riguardo all'attrazione per il brutto non saprei che dire, è vero che c'è ed ho la sensazione che in qualche modo sia una cosa sbagliata, qualcosa che ha a che vedere con il nostro lato oscuro e che dovremmo cercare di eliminare. Credo dipenda dall'incapacità di provare per una persona quello che dicevo prima, lo stesso motivo per cui ad alcuni l'arte, tanto più è bella, tanto più scatena comportamenti violenti ed antisociali X
RispondiEliminadove sta il confine tra il bello e il brutto
RispondiElimina.. se lo scopri me lo fai sapere?
questo è un dilemma infinito *
RispondiEliminaO Rose, thou art sick!
RispondiEliminaThe invisible worm
That flies in the night,
In the howling storm,
Has found out thy bed
Of crimson joy;
And his dark secret love
Does thy life destroy.
W.B.
take care
PawnHeart
wow
RispondiEliminaL'arte ha solo le regole che si da -se vuole darsele- per poi superarle e sconfessarle.
RispondiEliminaCiò non significa che non ci sia scienza e tecnica e mercato nell'arte.
L'arte è eresia più che etica, l'etica dell'arte è la particolare etica dell'artista.
L'estetica. Cos'è?
Dolly la tua citazione ci riporta a mamma Grecia che, se ci ha fatto bene facendoci crescere belli tosti ed impostati, d'altra parte ci ha condotti verso una strada pressocchè univoca, da cui è difficile deviare. Condizionati da ad un senso univoco del bello: bello e buono. Se ne è sempre usciti a fatica.
PS. dal web: attenti che kalos kai agathos (perchè non c'è la teta sulla tastiera) può contrarsi nell'abominevole Kalos Kagathos (provate a leggerlo veloce...)
;-)
maria
"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza..."
RispondiElimina(Dante Alighieri)
Jules
L'arte da sempre credo abbia avuto una sua "linea di condotta", non sempre coerente e non sempre allineata al sistema. L'arte basta a se stessa, non pretende di insegnare (anche se a volte capita) e di sicuro non accetta insegnamenti. L'arte va oltre la normale esperienza dei sensi " l'occhio vede, la mente interpreta, la mano (dell'artista) esprime". Bello e brutto spesso diventano concetti relativi, l'armonia e la disarmonia diventano chiavi di giudizio legate all'occhio di chi guarda. Io sono "beatamente limitato" nel mio giudizio sull'arte, amo Van Gogh ma rifiuto un Dalì, io cerco l'espressione dell'artista e rifuggo il virtuosismo che spesso e scaduto nel commerciale (Picasso docet).
RispondiEliminaLittle Fly,
RispondiEliminaThy summer's play
My thoughtless hand
Has brushed away.
Am not I
A fly like thee?
Or art not thou
A man like me?
For I dance
And drink, and sing,
Till some blind hand
Shall brush my wing.
If thought is life
And strength and breath
And the want
Of thought is death;
Then am I
A happy fly,
If I live,
Or if I die.
-W. Blake-
saluti principessina
l'arte è ciò di cui non si capisce il significato ma che si presume ne abbia diversi (magari profondi). è ancora più ammaliante esperire discrasie profonde tra l'armonia più o meno preonunciata delle forme e la sensazione di Bellezza che se ne ricava. che storia l'arte!
RispondiEliminaMmmm. Giudizio banale.
RispondiEliminaLa bellezza è innanzitutto una questione soggettiva e culturale.
Basti vedere come l'ideale di bellezza femminile sia mutato nel corso dei secoli, così come pure quello di bellezza maschile.
(eppoi, non odiarmi, si scrive Kalos kai agathos; kai sta per la nostra congiunzione "e" in greco antico)
La Cumpa del Chinotto è un esempio di pura bellezza.
RispondiEliminaL'arte non è l'applicazione di una canone di bellezza....un salutino.
RispondiEliminaL'arte -prodotta o fruita- per alcuni è esigenza, per altri no.
RispondiEliminaLa fruizione del bello è soggettiva e perciò culturale, emotiva, viscerale, colta...
Di fatto quel kalos kai agathos greco ha molto condizionato il senso del bello -ed anche del buono- occidentale, con qualche eccezione.
Tanto è il condizionamento che ha condotto a Brutto e Cattivo.
O no?
Dolly, Baudelaire ti risponderebbe così.
RispondiEliminaHymne à la beauté
Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l'abîme,
Ô Beauté ! ton regard, infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l'on peut pour cela te comparer au vin.
Tu contiens dans ton oeil le couchant et l'aurore ;
Tu répands des parfums comme un soir orageux ;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros lâche et l'enfant courageux.
Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres ?
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien ;
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.
Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques ;
De tes bijoux l'Horreur n'est pas le moins charmant,
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.
L'éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,
Crépite, flambe et dit : Bénissons ce flambeau !
L'amoureux pantelant incliné sur sa belle
A l'air d'un moribond caressant son tombeau.
Que tu viennes du ciel ou de l'enfer, qu'importe,
Ô Beauté ! monstre énorme, effrayant, ingénu !
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m'ouvrent la porte
D'un Infini que j'aime et n'ai jamais connu ?
De Satan ou de Dieu, qu'importe ? Ange ou Sirène,
Qu'importe, si tu rends, - fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine! -
L'univers moins hideux et les instants moins lourds ?
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RispondiEliminaComuqnue trovo quel frontespizio terribilmente inquietante.