PROVE TECNICHE DI REDENZIONE
Ci sono libri da leggere sul divano, e libri da leggere in metro, in aereo oppure camminando per strada.
L’ultimo romanzo del mio amico Maia rientra senz’altro nella seconda categoria, e lo si intuisce già dalla forma: capitoli a misura di spostamento urbano, per un protagonista perennemente in viaggio –randagio postmoderno tra lobby al 38° e concierge algerini di dubbia reputazione.
Assaggi di Italo Nono, professore emerito di Storia e puttaniere da quattro soldi, della piatta esistenza che conduce fino al giorno fatidico in cui il destino irrompe nella sua vita, sotto le spoglie di un kitschissimo souvenir con dipinta sopra la faccia di Napoleone.
“L’Amour est au delá de l’Humain”: è la dedica impressa sul cimelio che risveglia nel vecchio accademico Qualcosa di molto simile alla passione a cui ha da lungo tempo rinunciato.
E così, mentre riflette sugli sbagli passati e si caccia nelle situazioni più imbarazzanti, Italo nell’immagine dell’Imperatore esiliato riconosce l’esilio che ha imposto a sé stesso, nell’amore di due giovani ignoti ritrova le emozioni che ha scelto scientemente di negarsi.
Un poco alla volta, il professore azzimato, cinico e inerte ritrova con fatica qualche grammo d’umanità: giusto quel tanto che basta per prendere le distanze da sé stesso e riconoscere il proprio totale fallimento.
Italo tocca il Fondo, e sta quasi per mettersi a scavare…
Ma il Destino bussa alla sua porta, e questa volta è Lui in carne ed ossa.