Dopo le malinconie di Novembre, mi assalgono Dicembre e il suo mood Grande Retrospettiva.
Ogni anno che passa mi regala Conoscenza, e questa ben ripaga la malinconia che inveitabile accompagna i cambiamenti.
Tutto muore intorno a noi lentamente. Persone, oggetti, storie: su tutto il Tempo lascia il suo marchio impercettibile che si accumula come polvere con gli anni.
I nostri cari invecchiano, le nostre cose si rompono, le nostre storie finiscono.
Noi stessi, nell’atto di vivere muoriamo, un po’ per volta, tutti i giorni.
Ma è morendo così che viviamo, e diventiamo ogni giorno un po’ più simili a ciò che vorremmo essere davvero.
È questa la vita.
O no?
Willem van Aelst (Dutch, 1627-after 1682)
Vanitas Flower Still Life, about 1656
Oil on canvas
una natura silente che mi ricorda la mostra alla quale ho lavorato come guida..Fiorarte...e si intrecciavano gli olli di previati, biagetti, de carolis, pellizza da volpedo, con aromi e profumi creati -da un essenziere di milano - ad hoc per ogni stanza...un percorso sensoriale visivo tattile ed uditivo...
RispondiEliminaMi concentro su questo aspetto...ponendo in secondo piano le parole che caraterizzano il tuo post e che son cariche di una malinconia che conosco...
G.
Abbiamo bisogno di vivere per continuare a vivere...
RispondiEliminaSua Maestà Mahatma Brahamo Putro
DowntownDoll: a volte più che un divenire prevedibile e continuo in cui gli attriti del sistema cambiano stato alla materia, io penso ad un'armonica ciclica che non dissipa energia, tutto conserva e gradualmente trasforma, da un picco ad un altro, portandosi dietro la memoria delle onde passate; la difficoltà è immaginare che c'è al di là del flesso..
RispondiEliminaFairygirl79: hei carina la mostra, l'ho persa! qualcosa di interessante nel prossimo futuro?
Tanto più sarà vita, quanto più, grazie alla conoscenza di cui parli, sapremo dare valore a quella degli altri, iniziando dalle persone a cui vogliamo bene, cercando di imparare a volerne a chiunque, mentre più ci concentreremo su noi stessi e più i cambiamenti, vissuti come perdite, ci daranno malinconia. Più facile a dirsi che a farsi ma, senza voler fare moralismi, inutile negare l'evidenza X
RispondiEliminapotrebbe essere, si'..
RispondiEliminaa me l'opera di fabio novembre sembra allegra invece
RispondiEliminameno allegra ditainculo von teese nei linkaggi
caraterizzano
RispondiEliminaovvero picchiare a suon di carate
caro dozzo, mi sa che hai fatto un po' di confusione con i nomi, eh? Beh,cmq io Dita la trovo veramente eccezionale ... e avere a portata di mano (ahahah, lo so che lo hai pensato , dai dozzo, ammettilo!!) un link fa sempre comodo o no?
RispondiEliminaun tale diceva che gli orologi sono strumenti che perdono tempo... così come l'essere umano perde la vita... una filosofia dozzinale e da pranzo domenicale mi porterebbe a dire che la vita segna il passo e che ciò è irragionevolmente sensato...
RispondiEliminaI pruriti vetero-esistenziali sono spasmi inconsulti di incomprensione...
la riflessione finale sull'ipotetica condizione di inseguimento di una forma irraggiungibile che però delinea il nostro (o vostro...) cammino è tanto puntuale quanto priva di significato...
per dire... ogni attimo è eterno e su questo nessuno può portare argomenti contrari...
per dire...
Non ti avevo mai notata: sei una bella ragazza con mille interessi tacchi a spillo anelli amici e tricchi tracchi...e ti interessa il BDSM? Pensavo che esso, il sadomaso, fosse qualcosa che riguarda solo persone come me, esperte in tutto e per tutto di dolori e afflizioni, fisiche mentali imposte autoimposte etc. etc...
RispondiEliminaPiacere di averti "conosciuta", in ogni caso.
E chi ti dice che io non sia un' esperta in dolori ed afflizioni, imposte ed autoimposte?
RispondiEliminaPossono succedere un sacco di cose in 27 anni, mio caro.
il bdsmsn fa cagare
RispondiEliminauna normale relazione tra a boy and a girl fa mille volte più soffrire
della cera e/o le pinze sui coglioni
non so perchè questo contesto mi spinga alla volgarità
RispondiEliminaforse perchè qui si cerca di indorare la pillola. inscatolando i pensieri cattivi appunto che pur sono presenti ed anzi intensificati dal fattore sorpresa
è un'elogio dell'insospettabilità
e una fierezza del marciume interiore a fronte di una buccia esteticamente sublime e rinnovata e rinnovabile
a volte è più come ballare col diavolo in un cielo di luna piena
RispondiElimina
RispondiElimina@Dozzo re: BDSM hai pienamente ragione.
A me piace mettere in scena la sofferenza fisica per esorcizzare quella interiore.
Oltretutto, nel gioco BDSM, a differenza che nella vita, la sofferenza non è fine a se stessa, ma finalizzata ad ottenere una ricompensa.
E sarebbe la ricompensa dolce altrettanto se non si fosse affrontato il Dolore per averla?
sì
RispondiEliminaanzi sarebbe meglio
ieri ho fatto 40 minuti di coda
per spedire una raccomandata
il mio obbiettivo era la spedizione della raccomandata
non il sollievo derivante da una attesa imposta od autoimposta
se si crede nella gioia non c'è bisogno di sporcarsi di dolore
ho dedicato il mio autorevolissimo (col cazzo) post odierno all'argomento
Fermo restando che a letto e in toilette uno fa ciò che gli va, auguro di cuore ad entrambi di trovare qualcuno che riesca a coinvolgervi come non avete mai provato... senza poi deludervi X
RispondiEliminaConsiglio di leggere un po' di manzoni e mentre leggete pensate che sosteneva di poter trovare piacere solo nella cessazione del dolore (e che pesava gli abiti da indossare secondo la temperatura... e che qualsiasi testo abbiate scelto avete in mano un capolavoro), e di wayne w. dyer per imparare ad apprezzare il fascino dell'ambiguità e non vedere tutto o solo bianco o solo nero X
RispondiEliminaMii che allegria!
RispondiEliminaDiciamo che aspiriamo a diventare quello che vorremmo giorno per giorno. Io ad essere sincero mi sento di star facendo involontariamente il cammino inverso da te proposto.
Detesto l'inverno, è musa di mille pensieri tetri e funesti.
Anche douglas adams, per par condicio e per vedere quanto può essere allegro un ateo radicale X
RispondiEliminaquello della quiete dopo la tempesta ormonale era leopardi
RispondiEliminanon manzoni
quello che odeva gli ugelli della stampante far festa
e la gallina ripetere il suo verso
manzoni è quello dei promessi sposi
manzotin
RispondiEliminae un'altro manzoni è quello della merda di artista
RispondiEliminainvece la manzonit fa sempre merda in scatola ma è commestibile
RispondiEliminala corte di cassazione del dolore.
RispondiEliminaera bello il consiglio di cercare coinvolgimento melchiorregioia78 hai rovinato tutto con le tue errate conoscenze pregresse liceali
mi hai gettato nello sconforto
mi dici di leggere manzoni pensando a leopardi
istichi all'adulterio letterare
all'adultererio
Con me sfondi una porta aperta Dozzo e se per te leggere "piacere dopo il dolore" equivale a "quiete dopo la tempesta" questo è un problema tuo non di manzoni, che se permetti conosco discretamente bene
RispondiEliminaLa concezione del piacere come cessazione del dolore era stata già sostenuta da Pietro Verri e da Giacomo Leopardi.
RispondiEliminatrovato a caso su google
ovviamente fonte non comprovante
Ho letto il tuo post e trovo che sia interessante. Trovo anche se due persone che reputo intelligenti riescono ad interessarmi con argomentazioni e modi di fare opposti, forse non faccio male ad invitarle ad un pensiero leggermente meno dicotomico
RispondiEliminaaspetto i fondi europei
RispondiEliminaper aprire un pensiero aperto
Contestare una conoscenza dovuta a passione (tutto meno che liceale, ti assicuro) con google è un tantino presuntuoso, non trovi? L'avesse anche sostenuto marco aurelio (cosa che mi risulta), cosa cambia? Intendevo dire, basandomi sull'innegabile valore delle opere manzoniane e sull'altrettanto innegabile, maniacale pessimismo dell'autore, che secondo come lo si vive, detto pessimismo può anche essere "sano" o comunque utile. Ti auguro di mantenere il tuo sfacciato ottimismo per sempre e di ricevere quanto prima e in esclusiva i tuoi fondi
RispondiEliminacambia che se hai la passione personale per una persona basata sulle proprie opinioni devono essere almeno di prima mano
RispondiEliminaa me invece piacciono i testi impersonali come il baghavadgita, il ramayana, le mille e una notte, la bibbia, il popol vuh etc etc
diciamo che il mio non è un
RispondiEliminapessimismo cosmico
quanto un pessimismo comico
l'ottimismo vola!
I tuoi gusti non sono male, comunque il gioco è bello quando dura poco. Piacere mio
RispondiEliminacerto
RispondiEliminamolto piacere anche mio
Che belle ste discussioni letterarie... A me mi piaceva molto Prust, lui si che era un pessimista cosmico. :-D
RispondiEliminaFa tutto parte dell'esistenza umana, gioia e dolore si alternano, stimolano le nostre emozioni .... per fortuna non siamo macchine...
RispondiEliminabenvengano pure
Azz.. che querelle si è creata:)
RispondiEliminaComunque mia cara io sono CERTO che tu sei un'esperta di dolori e afflizioni in un modo o nell'altro, si vede benissimo.
Invece, su doni e ricompense non sono tanto d'accordo, il dolore a mio parere è una cosa meravigliosa in sé.
Tornerò ogni tanto a trovarti se non disturbo, ciao:)
Per l'anonimo estimatore del dolore.
RispondiEliminaLe volte che mi è capitato di apprezzare una sofferenza (emotiva o fisica che fosse) è sempre stato perché, in quanto stimolo improvviso o lungo stillicidio, mi ha aiutato, "innescando" in qualche modo la mia volontà o causandomi una reazione istintiva, a compiere determinate azioni di cui altrimenti non sarei stato capace, nonché a farmi spesso riflettere in modo costruttivo riguardo cause e concause. Aggiungo anche che in alcune occasioni mi è capitato di usare deliberatamente un qualche genere di dolore per gustarmi maggiormente il "dopo" ma solo quando ero certo che questo sarebbe arrivato. Ora, immaginando che tu non stia usando la parola "meravigliosa" in senso stretto ma con la sua usuale accezione alla bellezza e al piacere e pur non maledicendo una sola briciola del dolore che la vita mi ha dato, devo dire che la tua affermazione mi meraviglia non poco. Dolore fine a sè stesso uguale piacere... se ti aspettasse una vita piena di cose che in genere rendono felici e priva di ogni genere di patimento, che faresti, non proveresti forse un vero dolore oppure riesci veramente a far esistere nella tua vita solo cose che ti piacciono?
ps ti firmi in qualche modo, per favore?
azz! siamo tutti ospiti qua, o sbaglio? utente anonimo a me sta pure simpatico e chissà che magari incontri un sadico proprio in questa pagine...melkior non te la pigliare, anche a me non piace soffrire e ancor meno causare dolore, ma non è detto che la mia posizione sia la migliore in assoluto...
RispondiEliminaScusami per l'abissale mancanza di intuito ma perché mai dovrei prendermela?
RispondiEliminapossibili risposte che ho immaginato e di cui non sono sicuro (mancanza di intuito, appunto):
1) perché con l'osservazione sul fatto degli ospiti volevi dirmi che dovevo farmi i fatti miei e non questionare
2)perché la pensi diversamente da me (in tal caso vorrei assicurarmi che tu mi abbia capito bene perché non sono un masochista) e mi ritieni un poco permaloso
Ti prego delucidami
ps complimenti per i gusti musicali, che ne pensi di ludovico einaudi?
Per la cronaca, io e marcoruat abbiamo risolto privatamente e in seguito a questo vorrei dire all'anonimo estimatore del dolore che, almeno per quanto riguarda me (e anche marcoruat, ovviamente), che quì sono ospite come tutti, è il benvenuto
RispondiElimina:-) !!
RispondiEliminaChe bello il blog è diventato quasi un forum:)
RispondiEliminaCaro Melkor io affermo che il dolore è una cosa meravigliosa, nell'accezione comune del termine in effetti, per due ragioni:
1) in generale, perché in me si lega a una pulsione sessuale;
2) in casi particolari e rarissimi, perché è accettato e amato e adorato e questo ci unisce e ci fonde e ci separa dal resto del mondo.
Mi devo firmare? Mi firmo così:
M.
Ciao M. e grazie, per ora mi basta l'idea che mi sono fatto. Se poi ti registri magari ti "inquisisco" ancora un po' in privato :-)
RispondiEliminaGrazie a tutti per la bella discussione che è proseguita benchè ieri pomeriggio fossi offline ( rinchiusa in uno stanzino a descrivere campionari di PE)
RispondiEliminaUn grazie particolare a Marcoruat, a Melkor, Fhenice, Escrima...Insomma a tutti coloro che spesso e volentieri intervengono per commentare le seghe mentali con le quali amo trastullarmi.
Un invito a tornare a trovarmi inoltre a M., l' Utente Anonimo.
Trovo interessanti le tue considerazioni.
e io?
RispondiEliminami sono offeso
e non torno più
uffa
Anche tu, of course:P
RispondiEliminaGrazie Dozzo!
Grazie a tutti e soprattutto a te downtowndoll, bellezza, a cui dico che, per esperienza personale, le seghe mentali sono a volte una conseguenza dell'attitudine ad infliggersi dolori ed afflizioni varie.
RispondiEliminaHo letto l'invito a "registrarmi", mi direste come si fa please?
Buon ponte a tutti.
M.
Ciao M. ogni volta che stai scrivendo un commento in basso a sinistra nella finestra c'è scritto "entra o registrati" ("entra" se se sei registrato ma non loggato, "registrati" nel tuo caso), oppure vai nella home page di splinder. Poi dovrai, oltre alle formalità varie, mettere la tua mail (ma non implica niente), il tempo di scegliere un'immaginuzza che ti piaccia ed il nome ed è fatta. Quando arrivi fatti riconoscere ;-) a presto X
RispondiElimina"...e diventiamo ogni giorno un po’ più simili a ciò che vorremmo essere davvero"
RispondiEliminaDavvero?
Naaaaa. Non per me. Non so chi/cosa diventerò da grande.
Il cambiamento è trasformazione, senza inutile malinconia. Il cambiamento è anche opportunità.
Ogni tanto succede che i cambiamenti siano leggermente schifosi, ma poi ricambiano.
Grazie per avermi permesso di sorridere divertita piluccando da te tra un bisex con pisello e un pagliadifirenzenero.
@maria
RispondiEliminaHai colto perfettamente.
La tensione verso una meta (in questo caso, il "cosa farò da grande") mi ha spesso impedito di godermi il percorso.
La visione del cambiamento come porta che si apre inaspettata su diverse esistenze possibili è per me una novità recente.
E sto imparando ora ad accettarla.
Ma il senso di responsabilità mi perseguita, perchè i cambiamenti dipendono in gran parte dai noi stessi, e sta a noi capire dove vogliamo andare.