giovedì 30 novembre 2006

                      DOWNTOWN DOLLS

MySisterandI
ASSIOMA DI HELENA RUBINSTEIN



Non esistono donne brutte, esitono solo donne pigre.

martedì 28 novembre 2006

MEGLIO PRIMA CHE MAI OVVERO: Non è Mai Troppo Presto Per Fare un Bilancio


( God Save the Flu The Revenge)




Se durante le Feste di fine anno la gente  è propensa agli esami di coscienza e fa buoni propositi per l’anno a venire secondo me è merito anche dell’influenza, che di solito in quel periodo tocca il picco di diffusione.  Come dicevo altrove, niente come una settimana a letto ti fa vedere le cose con un po’ di chiarezza,  e visto che io mi sono beccata il malanno…

Beccatevi  il bilancio!


 


Amore


Da vedova inconsolabile a vedova allegra il passo è stato breve: rispedito il diamante al mittente, la strada è stata tutta in discesa.


Divertissement a parte, l’esperienza è stata costruttiva, se sia poi il caso di costruire qualcosa…


Voto: ****


 


Lavoro


Ritmi stressanti, crisi esistenziali, esaltazioni mistiche: non ho capito se è il mio lavoro che mi rende bipolare o vicecersa.


Ho portato casa un paio di progetti interessanti e ho sfiorato un paio di esaurimenti nervosi: direi che il bilancio per il momento è in pari.


Voto: ***


 


Economia Domestica


Annata irripetibile –grazie a dio- da questo punto di vista: è stata una battaglia, ma ne esco vittoriosa. Forse le ristrutturazioni hanno fatto crollare oltre ai muri i miei nervi, ma dalle macerie emerge la Casalinga di Voghera… Come negare il massimo  dei voti?


Voto:*****


 


Leisure


2006 intenso, per cui nessuna  Vacanza con la V maiuscola ma piccoli escape da amici qua e là: Parigi e Roma le mete preferite.

Nel quotidiano, il quotidiano bipolarismo: settimane da eremita narcolettica alternate a expoloit da socialite ubiqua, con picchi di gloria durante le sfilate uomo.


Voto:****


 


Cultura


Causa tutte le voci precedenti, è stato l’anno delle vacche magre.


Avrò letto sì e no una dozzina di libri ed ero talmente stanca che me ne ricordo tre – Braci di Marai,  Neve Sottile di Tanizaki e Memorie di Adriano della Yorucenar-, ho letto i quotidiani solo nei weekend e non sono andata all’opera e nemmeno  a teatro.


Merita due stelline solo perché ho eliminato definitivamente la televisione.


Voto:**

giovedì 23 novembre 2006

DISCOVERYCHANNEL: IL SERIAL KILLER Ovvero, l’ Uomo Ideale


 


Il personaggio del Serial Killer ha sempre avuto il suo fascino, prova ne siano i numerosi film/libri/ programmi che vengono periodicamente dedicati all’argomento. Naturalmente, io per prima non ne sono immune, tant’è che al liceo collezionavo ritagli di giornale su Jeffrey Dahmer -noto alle cronache come il mostro di Milwaukee.


Documentandomi, scopro che i  SK -che guarda caso sono sempre maschi- sono persone estremamente razionali, perfezioniste, con un QI superiore alla media, e basta aver letto qualche pagina di cronaca nera – o aver visto una o due puntate di CSI- per sapere chesi celano dietro una facciata insospettabile, a scelta tra Il Bon Viveur (American Psycho insegna) , il Perfetto Gentiluomo, l’ Intellettuale Impegnato.


Ovviamente, date le caratteristiche sopra elencate, l'identikit del potenziale Serial Killer corrisponde in maniera inquietante a quello del mio uomo ideale.




mercoledì 22 novembre 2006


DIRE, FARE BACIARE, OVVERO: L’Influenza come Ritiro Spirituale


“God Save The Flu Strikes Back!”


 




Un provvidenziale malanno (
God Save The Flu, 5 Novembre) mi ha tenuto in casa per qualche giorno.

E devo dire che ho pensato un sacco: ma sono dovuta stare una settimana isolata dal mondo per poterlo fare.


Tornata alla vita –per così dire- civile, la ragione si è presentata chiara: coi ritmi che hanno le nostre esistenze, come fai a pensare per davvero?

Voglio dire: a ponderare, ad analizzare, a valutare.

Siamo tutti interattivi, iperconnessi, disponibili in tempo reale anche in modalità blue-tooth, e non siamo mai da soli per davvero.


Le informazioni ci piovono addosso condensate peggio del concentrato Mutti, e in una mole tale che è impossibile approfondirle: leggere un quotidiano richiede due ore! Senza contare quelli con cui abbiamo sempre a che fare, ma non abbiamo mai tempo di vedere come persone.

Una centrifuga gigante dove l’unico imperativo è dire, fare, baciare, e dove non c’è il tempo per  chiedersi “ Cosa sto dicendo?” “Cosa sto facendo?” e la mia preferita, “ Chi sto baciando?”.


Così, una volta ogni tanto, vale la pena di salutare come una benedizione una settimana di eremitaggio full-comfort: non c’è niente di più riposante e altrettanto costruttivo.

È come quando sei in prigione a Monopoly: è vero che non puoi giocare, ma sei nella privilegiata condizione di osservare il gioco dall’esterno.

martedì 21 novembre 2006

                   -TOKYO DECADENCE-



Tears

LILI MARLEEN Ovvero: Si Salvi chi Può


L’Autunno mi instilla un umore spietatamente romantico.


L’ombra, le nebbie e il lento scolorirsi delle foglie hanno sulla mia psiche un effetto devastante.

Oltre al vino rosso, al camino acceso e a tutte le altre necessità del caso, ho in questi giorni una canzone in testa, che mi tiene carinamente compagnia, regalandomi immagini amene di soldati infreddoliti che pensano alla loro Lili mentre fanno la ronda di notte.









lunedì 20 novembre 2006

THE FASHIORSTYLIST LOVES: STOCKING & GARTERS


 


Avendo ripudiato il collant essenzialmente per motivi estetci (Galliano, questa non me la racconti! Quel che è disgustoso è disgustoso!) mi sono trovata ad esplorare un universo parallelo del quale i più ignorano l’esistenza: quello delle Calze.


Quelle con la C maisucola, madri ancestrali dell’odierna profusione di Collant/Gambaletti/Parigine e dei conseguenti  Calzedonia&GoldenPoint.


Detto che per reperire l’armamentario è meglio frequentare vecchie mercerie, department stores molto forniti o siti internet  piuttosto che i suddetti franchising, le Calze riservano un sacco di piacevoli sorprese.


Innazitutto, finalmente puoi indossare le guêpiere per uno scopo pratico – sostenere le Calze, appunto- ed io ritengo fondamentale dare un senso alle proprie scelte, in fatto di intimo.


Ovviamente, anche nel caso si scelga il meno impegnativo reggicalze, l’effetto globale è un milione  di volte meglio rispetto all’orribile collant, e l’autostima ( assieme al portamento)  non può che risentirne positivamente.  Ci sono un sacco di alternative possibili: calze color champagne col tallone cubano e la cucitura in nero, quelle di lana che sembrano fatte all’uncinetto, o quelle scure da orfanella, ottime per smorzare scarpe da pin-up, col tacco esagerato e magari di vernice.


A questo proposito meritano una menzione anche le Calze maschili, ovviamente lunghe: sono l’alternativa easy a quelle femminili nonché elemento irriunciabile del dresscode lesbochic.


I famigerati calzini (scuri, mi raccomando) sono perfetti con le famose scarpe da pin up – le rendono meno aggressive- e carini anche con le ballerine ed una gonna più corta.


Tutto questi argomenti , naturalmente, non inficiano il Primo Grande Vantaggio del collant: è più pratico, più comodo e più caldo.


Ad ognuno, la sua scelta.

giovedì 16 novembre 2006

TEOREMA DELLA CABINA ARMADIO



Il guardaroba si espande fino ad occupare tutto lo spazio disponibile.

mercoledì 15 novembre 2006

THE GLAMOUROUS HOUSEWIFE Ovvero: Come Ho Fatto di Necessità Virtù


 


Abitare per i fatti tuoi, avere un lavoro, una vita sociale, e riuscire a salvare la propria dimora dall’allure FavelaChic è veramente un’impresa.


A meno che tu non possa ti permettere una filippina-manager-PA to Yourself , anche se c’è una Santa Donna che ti da una mano, rimane comunque un bel po’ daffare.

Non che io abbia mai brillato, quanto a spirito domestico.


Anzi, confesso che mi ci è voluto più di un mese e mezzo per sostituire la lampadina bruciata nella Stanza del Camino che in que periodo era stata denominata la “Stanza Dell’ Ottocento”, visto che per entrarci bisognava accendere le candele.

L’operazione Cambio della Lampadina, però, si è rivelata catartica.

Nonostante mi vantassi fino a ieri di non aver pranzato (nè tantomeno cenato, of course) in casa per un anno di fila, mi sono trovata faccia a faccia con una lampante realtà: c’è una casalinga di voghera che abita in me.


(A dire il vero avevo qualche sospetto.)


L’illuminzione, in effetti- è stata un’altra: se la Casalinga reclama spazio, tu concedilo.

Stendere i panni sul ballatoio (solo dopo aver consultato Stendibiancheria.net) si è rivelata l’occasione adatta  -è da una vita che la cercavo -per sfoggiare la mia collezione di vestaglie vintage, la cui sorte alternativa è prendere polvere nell’armadio.

Stirarsi la camicia con i bigodini in testa, le calze con la riga ed Edith Piaf in sottofondo diventa un esercizio abbastanza zen, tipo origami.

I fornelli poi sono uno spasso: poco importa se non so cucinare una pasta o fare il caffè con la moka: non sono quelle le cose che cose che mi interessano.

In compenso, ormai ho un PhD in cr
êpe, una laurea in pasticceria e se mi va male posso sempre aprire un take-away etnico (ndr: in verità, il 90% delle ricette è inventato. Chiamiamolo fusion, quindi).


Insomma, non ci è voluto molto per trasformare in divertissement quelle che prima liquidavo come scocciature.

E adesso,mi capita di sognare di essere negli anni ’50, e non aver altro da fare che sfornare tutto il giorno timballi.

lunedì 13 novembre 2006

PICCOLE RIFLESSIONI IN ORDINE ALFABETICO - VOLUME 2


 


ASPETTATIVE

Meno se hanno, meglio si vive.


BLOG

Non ha un’utilità specifica, ma costa meno di uno psicanalista.


CHIC

Lo chic è innanzitutto una forma di umiltà.


DENARO

Non importa quanto ne hai, l’importante è che non si veda.


EUFEMISMO

L’eufemismo è
la salvezza dei rapporti sociali, ma è parente stretto dell’ Ipocrisia.


FELICITÀ

Se la gente smettesse di inseguire la Felicità, scoprirebbe che è a portata di mano.


GAY

Il sogno proibito di ogni fashionista: un uomo che non sbava per te, ma per i tuoi vestiti.


INDULTO

Invece dello sconto di pena, perché non far scontare la pena?


LIBERTÀ

La conoscenza di se stessi è la sola forma di libertà a non essere di moda.

Rimane, quindi, l’unica ancora possibile.


MUSICA

Terapia Subliminale Per l’Anima


NÉGLIGÉE

Il négligé è innanzitutto uno stato d’animo.


ORDINI

Gli ordini più efficaci sono quelli che non hanno per niente l’aria degli ordini…


PARANOIE

Ognuno ha le sue, basta chiamarle col loro nome.


RANCORE

Come la cocaina: ti fa sentire vivo mentre ti ammazza.


STUPIDITÀ

A  volte, ho la tentazione di considerarla un dono.


TENTAZIONI

Quando sono troppe, cedere è banale.


UMORE

C’è quello nero, c’è quello rosa: in comune, hanno che poi passano.


VIRTÚ

La virtù senza misura si trasforma presto in vizio.

WHERE IS THE LOVE?

venerdì 10 novembre 2006

THE FASHION STYLIST LOVES: SKIRTS


 


La Gonna è un piacere a cui le donne rinunciano fin da piccole.

Ogni  ragazza,  ripensando alla sua infanzia, ricorda con orrore le gonne a balze ma non dimentica la sensazione di libertà data da un paio di jeans.


Mi dicono che io stessa ho sostenuto battaglie all’urlo di:“No Piace A Gonna” (18mesi),  e adesso mi è più chiaro il nufragio sui leggings alla fine degli anni ’80.

Tuttavia, se non giochi più nascondino nel parco, se hai semsso di arrampicarti sugli alberi e di scavare buche in giardino, la gonna nasconde un sacco di privilegi.

Innanzitutto, il più ordinario, ma senzaltro una colonna portante: vuoi mettere dover centrare UN solo buco, la mattina, invece di due, come accade coi pantaloni?

In più viene automatico assumere atteggiamenti più femminili: nessuno (Paris Hilton NON conta) siederebbe come un camionista, con una deliziosa sottana anni‘50 addosso.

E poi, la gonna permette di dare sfoggio a una delle mie più recenti passioni, le calze (le quali, col relativo reggicalze meritano senz’altro un post ad hoc), e ad un evergreen globale -le scarpe-: insomma, c’è da divertirsi.


 


 

THE FASHION STYLIST HATES: LEGGINGS


 


Sulle pagine di tutte le riviste di moda, già da qualche tempo, hanno fatto la loro ri-comprsa i leggings, i famosi pantaloni/collant che arrivano alla caviglia e come proclama uno dei patinati giornali “ Sono perfetti con tutto: puoi indossarli sotto gli shorts, come a New York, con le ballerine e una mini di Jeans come usa tanto a Londra, oppure sotto un romantico vestito a fiori come amano fare quest’autunno a Parigi”.


Detto che i famosi leggings non sono altro che la riedizione odierna dei famigerati fuseaux anni ’80 – e detto così suona molto meno cool- mi sorge una domanda: ma perché sbagliando non s’impara?.


È vero, negli anni ’80 ero piccola, ma non abbastanza per sfuggire al mio bravo paio di fuseaux neri ( mi viene da grattare al solo ricordo) di un materiale talmente sintetico che quando li tologlievo vedevo le scintille.


Ricordo ancora perfettamente il senso di disagio nel sentirmi praticamente nuda sotto al maglione ( o alla mini, o agli shorts…)  e mentre andavo a scuola -mezzo addormentata- mi è capitato di essere presa dal panico di essere uscita in mutande, e di aver sbottonato il cappotto per controllare.


Aldilà del senso d’imbarazzo, oggi mi si pongono tuttavia anche altre questioni.


Se ho deciso di abolire il collant in quanto “ mortificante per la femminilità”, e qui si parla di grosse calzamaglie senza il piede…


Se non sono alta un metro e ottanta, non peso 45 chili e piegata non entro in un bagaglio a mano…


Se anche Kate Moss sembra avere le gambe un po’stortignaccole con quei cosi addosso…


…Ma a me, chi me lo fa fare?


(Soprattutto considerate le fantsiche alternative che ci propone l’Autunno-Inverno ’07)

mercoledì 8 novembre 2006


1984-2006: LA RIVOLTA DELLE MACCHINE (UMANE)


 


Con la tecnologia ho sempre avuto un karma negativo.


Probabilmente sono anche imbranata, per carità,  ma qui c’entra la genetica.


È risaputo che nella mia famiglia -da generazioni- è impossibile comprare qualunque genere aggeggio elettronico senza che si verifichi qualche imprevisto ovviamente non contemplato dai manuali d’uso.  A volte, vorrei vedere in faccia gli autori di questi adorabili volumetti, per poterli prendere  randellate sulle gengive.


Ma a questo, dedicherò un altro post.


 


Quando ti rendi conto che il tuo caso umano non è contemplato nella Guida Semplice all’Utilizzo, l’unica speranza residua risiede in quelle cifre scritte in verde sull’ultima pagina.


Il magico Numero Verde, oracolo dell’Assistenza Clienti, che si proclama disponibile per “Ulteriori Domande, Segnalazione di Malfunzionamenti e Difficoltà Tecniche non contemplate in questo Manuale d’Uso”.


Digiti le famose nove cifre, e mentre aspetti che qualcuno risponda, cominci a sentirti un perfetto imbecille per non essere riuscito a decriptare il codice enigma in sono state scritte le istruzioni.


 Ma tutto ciò non è che l’inizio.


 


 “(Musichetta agghiacciante - Provate a chiamare la guardia medica, sembra la colonna sonora di un film  porno anni ‘80)


Buongiorno! Grazie per aver contattato l’Assistenza Clienti.


Scopra le nostre fantastiche offerte dedicate a chi ha meno di venticinque anni, a i clienti Silver e a coloro che hanno subito un intervento per il cambio di sesso! Vistiti il nostro sito internet per saperne di più.


(Musichetta agghiacciante)


Digiti 1 se ha un abbonamento Gold


Digiti 2 se ha un abbonamento Premium


 Digiti 3 se ha scelto l’opzione Famiglia oppure


Digiti 4 se ha richiesto l’attivazione di Smart Business”.


 


 


Ok. Già ti scoccia sentire le loro pubblicità mentre vorresti risolvere un problema, e non ti è ben chiaro come il tuo tipo di abbonamento possa modificare la soluzione dell’inconveniente, ma ti rassegni, e digiti.


2.


 


“Grazie per aver scelto l’opzione Premium.


Digiti 1 se si connette ad internet con un modem ADSL


Digiti 2 se ha un computer Apple


Digiti 3 se indossa slip azzurri”


 


Nonostante la rabbia che monta, non puoi fare altro che sottometterti al volere di una voce registrata, che ti impone molto, molto educatamente, delle scelte numerate da uno a quattro.


Impotente, fai le tue scelte, cercando di capire dove sia la logica di tutto ciò.


Anche perché, già prevedi come andrà a finire: ti risponderà un povero cristo col contratto a progetto, che sta 12 ore al giorno davanti a un pc e non capisce sa un piffero, se non quello che c’è scritto sulla sua Guida Semplice all’Assistenza Clienti.


Nondimeno,  prima di udire l’agognata voce, vieni tenuto in un limbo che va dai 5 minuti all’ora buona, in cui ascolti la solita agghiacciante musichetta inframmezzata dall’ormai familiare voce registrata, che a intervalli regolari ripete:


 


“ Ci scusiamo per l’attesa.


La metteremo in contatto con il nostro operatore il prima possibile.


La invitiamo a non riagganciare, per non perdere la priorità acquisita.”


 


Benché la pazienza se ne sia già andata da un pezzo, ti rassegni e attendi, per non perdere la priorità acquisita, of course.


E quando finalmente qualcuno risponde, ormai il tuo problema col PC (o col frigo o col modem) ti sembra improvvisamente un’inezia, e l’unica domanda che vuoi fare all’operatore è:


“ Scusi, ma lei ha mai letto 1984?”


 


 


 


 


 


 


domenica 5 novembre 2006

GOD SAVE THE FLU


Dio salvi l'influenza, e tutti quei sacrosanti malannucci che ti tengono a letto per una settimana!

Sette giorni per vendicare le privazioni di sonno subite in un anno: l'occasione che aspettavo per pareggiare i conti.


Buona Notte e be aware: tornerò presto, più agguerrita di prima.