martedì 12 febbraio 2008

LE PURGHE ROMANTICHE

Sono assolutamente a favore di una dose di romanticismo da carie ai denti, di tanto in tanto.

Benché trovi detestabile il sentimentalismo melenso che infesta tanta letteratura, cinema e pubblicità, sono assolutamente convinta che non tutto il male venga per nuocere.

Io le chiamo le purghe romantiche, e le considero un rimedio affine all’ omeopatia.

Infatti come accade con i lassativi, bisogna tapparsi il naso e deglutire: che si tratti di un film di Walt Disney, di un romanzo di Liala o della pubblicità del Trilogy.

Se non si eccedano le dosi consigliate, l’effetto riequilibrante è assicurato.

Purchè non diventi un’abitudine…

domenica 3 febbraio 2008

DANNATI PER UN PELO

 

Sarà che continua a fare freddo, ma non accennano a smorzarsi le polemiche che si accompagnao alla mia stola di visone - e che a dirla tutta  stonano da morire con il resto della mise.

 So già che i poveri visoni vengono praticamente scuoiati vivi: e sono terribilmente dispiaciuta per loro.

Se dipendesse da me, visoni e cincillà passerebbero le loro vite in terrari che riproducono il loro habitat naturale, con tutti i comfort. Non avrebbero altro da fare che dormire e riprodursi, fino al momento di donare il loro manto prezioso alla causa couture. E ovviamente sarebbero confortati da dosi massicce di cloroformio in attesa di essere addormentati.

Il che mi fa pensare che quando avrò tempo promuoverò una campagna per le pellicce etiche, prodotte solo con con visoni allevati in semi-libertà (secondo me fa bene anche al manto) e che hanno goduto di una dolce morte.

Funziona, perché è semplice: non vedo dove sia la differenza con la storia dei polli allevati a terra.

Sono convinta che qualcuno obietterà che un conto è uccidere un pollo per mangiarlo, un altro uccidere una bestiola per vanità.

Ebbene, dal canto mio rinuncio di gran lunga più volentieri al pollo al curry che alla mia pelliccia di volpe.