lunedì 30 aprile 2007

CINISMO FINANZIARIO&PROSPETTIVE DI VITA


Fare un master all’estero costa come farsi rifare le tette.



Con i tempi che corrono, inizio a chiedermi dove sia più conveniente investire.


(e nel frattempo alleno Muffa a camminare su due zampe: se dovessi finire a chidere l'elemosina, almeno potrei farlo en grandeur...)

mercoledì 25 aprile 2007

EDIPO E IL SUO COMPLESSO


 


Riflettevo: tutti i gentiluomini che risvegliano il mio interesse hanno un peculiare tratto in comune, oltre alle turbe psichiche, che -sia ben chiaro- sono un requisito indispensabile perché qualcuno cominci a piacermi per davvero.

Ma se della mia attrazione per  le instabilità mentali mi sono oramai fatta una ragione, mi è più difficile convivere col fatto che finiscono sempre per piacermi persone sfuggenti.


Per libera associazione –  indugiavo nel discutibile vizio dell’autoanalisi-  mi sono resa conto che da piccola ho spesso sentito la mancanza della presenza di mio padre.




Benvenuti, signore e signori: questa sera suoneranno per voi Edipo e Il Suo Complesso!

venerdì 20 aprile 2007

CONFESSIONI DI UNA CASALINGA PERICOLOSA #57

 

Ho buone ragione per definirmi una chef provetta: quel che cucino sembra un esperimento di ingengeria genetica.

mercoledì 18 aprile 2007

FASHION KITSCH & RADICAL CHIC





È giunto il momento di sfatare il mito che vuole il mondo della moda tutto lustrini e paillettes.




rs1

Da parte mia l’avevo sospettato fin dall’inizio - quando mi trovavo al pc alle 11 di sera per rispettare le deadline, a mangiare prosciutto crudo con una mano mentre con l’altra continuavo a digitare: nella moda di glamour non ce n'è poi molto!


Eppure, un sacco di gente s’immagina il fashion system stile Beautiful, kitsch e patinato come una pubblicità della Cinzano. Locali modaioli -magari di proprietà di qualche stilista- dove andare a sfoggiare capi griffati dal Padrone di Casa, incontrando un sacco di bella gente: pagare un drink 20 euro - perché tanto, che differenza fa- ballare le hit del momento e compiacersi di stare nel posto giusto.


 Il quadretto, non lo nego, ha un suo certo fascino anni’80 -alla Bret Easton Ellis per capirci-  ma la Milano da Bere è finita da un pezzo.


 A fare l’Happy Hour nei locali pettinati, dove cingalesi in livrea ti aprono le ostriche davanti, ci vanno un sacco di persone, naturalmente: gli uomini con la camicia bianca, orologio $$$$ e scarpe tirate a lucido, le ragazze tutte coi capelli stirati, il tacco alto, la micro borsetta... Quest’esercito di cloni, dopo il rito dell’HH – come viene chiamato- migra compatto verso i ristoranti di più recente apertura e poi punta dritto sulle due o tre discoteche che al momento sono in: posti fashion,of course, dove ci sono più vestiti firmati che da Selfridges a Londra.


La gente della moda, nel frattempo, se ne sta in qualche posto completamente irragionevole, tipo i baretti dove i vecchietti giocano a carte parlando di figa, a bere birre da camionista, con addosso un mix and match di: vestiti firmati last season comprati a due lire alle vendite di campionario, vintage, H&M e abiti unsigned in proporzioni variabili.

La serata tipo è in un capannone archeo-industriale, grado di formalità sotto zero, a bere vodka offerta da qualche sponsor, sedendosi per terra perché non ci sono sedie, a fare la fila per un cesso senza carta igienica con le orecchie perforate da sperimentazioni elettroniche.


Di lustrini e paillettes nemmeno l’ombra… Radical chic all the way, baby!


RC


 


 

venerdì 13 aprile 2007

RIFLESSIONE DELLE ORE 14.30 CIRCA



Everything with moderation... including moderation.

mercoledì 11 aprile 2007

THE FASHION STYLIST HATES: LEOTARDS, AKA IL BODY


 


 


Dopo i leggings, lo attendevo al varco, ed ecco che timidamente anche lui riappare: il body, altro parto discutibile degli anni ’80 assieme alle già citate calzamaglie, alle spalline imbottite e ai balletti di Michael Jackson.


Se il revival degli eighties da un punto di vista estetico l’abbiamo già visto nelle ultime stagioni, pare proprio che adesso siamo giunti all’upgrade e ci avviamo felici verso la riabilitazione strutturale.


Mi ricordo nei primi anni ’90 mia madre intenta a scucire le spalline imbottite da decine di camicie del suo guardaroba: temo che a breve la vedrò intenta nell’operazione inversa.

Ma torniamo all’oggetto del nostro interesse, quel body che ha funestato l’esistenza di schiere di donne non più di vent’anni fa.



Niente da dire sul fitting, che in alcuni casi è del tutto accettabile: le mie perplessità riguardano piuttosto degli aspetti molto più, come dire, plebei.   


Come tutte le donne – e immagino buona parte degli uomini- sanno, il capo in questione è in buona sostanza un topwear che ha la particolarità di avere dei gancetti all’inguine (comodo come sedersi sul ghiaino) che permettono di chiuderne i due lembi inferiori.

Ora vi sfido ad immaginare l’eleganza di mademoiselle che si allaccia il body la mattina: brrr!

E l’orrenda operazione sgancia-aggancia si deve replicare ogniqualvolta c’è un’esigenza fisiologica, di qualunque genere.


E per il massimo del ribrezzo, vi prego di figurarvi per un attimo appena una situazione d’intimità  a  deux (ma anche a trois o a quatre) in presenza del temibile indumento.


Potrebbe avere più efficacia anticoncezionale lui della pillola.

Mon dieu…chi può amare una calamità del genere?


 

domenica 8 aprile 2007

SIAMO TUTTI OMOSESSUGUALI!


 


Recentemente ho conosciuto una coppia adorabile.

Si amano da diversi anni, condividono una casa con un delizioso giardino che curano insieme durante i weekend, e anche sul lavoro, hanno un progetto in comune al quale di dedicando con ogni energia.

Insomma, vanno proprio d’amore e d’accordo.


Come capita a tutte le coppie di lunga data, che hanno alle spalle una solida intesa, si stuzzicano e si punzecchiano volentieri, ed ogni tanto fanno anche qualche litigata coi fiocchi, ma da come si guardano capisci che non sono in grado tenersi il muso troppo a lungo.

Potrebbero essere una coppia di fidanzatini da film anni ’50, troppo perfetti per essere veri, a parte un dettaglio assai contemporaneo: si tratta di due ragazzi,  maschi entrambi, I mean.


pierre_et_gilles__les amoureuxGuardandoli però ho un solo pensiero: l’amore non conosce età genere o razza, e sta proprio qui la sua grande forza.

Chi tenta di costringerlo in forme codificate, chi vuole definirlo per genere e sesso, chi ha la pretesa rinchiuderlo tra i paletti di definizioni certe, ne snatura l’essenza più vera e lo trasforma in altro.


Si parla tanto di famiglia ultimamente: certo quella della coppia gay sarà poi un nucleo del tutto convenzionale, ma io ci vedo più amore, sostengo e comprensione che in tante realtà composte da mamma&papà&duefigli.

Non dovrebbe essere questo quello che conta?

martedì 3 aprile 2007

GOAL ACHIEVED!



www.Pradandmeatballs.blogspot.com



Diventare una Vintage Icon                                           Fatto!









lunedì 2 aprile 2007

AMORE&PSICHE

amore&psicheYouspof_canovaPossibile che solo Canova riesca a far andare d'accordo questi due???

domenica 1 aprile 2007

MEMORIE DI UNA FASHION VICTIM:   I PELOSETTI DI IBIZA E ALTRE COSE DA DIMENTICARE



Tra le varie situazioni drammatiche che mi sono trovata a fronteggiare a causa della mia malsana passione per la moda, ne voglio oggi ricordare una particolarmente tragica, perché non ha a che fare con le solite torture fisiche (alle quali ho già accennato, e sui cui potrei scrivere volumi e volumi) ma riguarda uno smacco che non esiterei a definire sociale.


L’episodio in questione risale più o meno all’era mesozoica, quando felice e spensierata saltai su un low cost diretto ad Ibiza per una settimana di gloria con la mia già osannata sorella.


L’isola delle Baleari, con la sua scene modaiola-discotecara, era la location perfetta per sfoggiare le mise più azzardate: non era difficile intuirlo, d’altronde, con la corte di travestiti in peregrinazione per il centro, intenti a promuovere il Troya Asesina Party.


pelosettiIl primo acquisto, una volta preso possesso del territorio, furono un paio di –non so come definirli- gambali ampi, di peluche lungo hot pink, che partivano da sotto il ginocchio e creavano una specie di mostruosa zampa rosa, e che furono prontamente ribattezzati “ I Pelosetti” ( potete ammirare tali splendori nella foto. Dei miei mi sono poi liberata al primo trasloco).


E poi, ci fu la sera X. Avevamo deciso di andare a un famoso Espuma Party, e i pelosetti ovviamente non potevano mancare. Li indossai con un bikini leopardato di Bottega Veneta ( fa niente il brand cool: l’insieme era indegno del peggior video gangsta) e, siccome mi sentivo un po’ nuda, mi spalmai completamente dalla testa ai piedi di baby oil.


Praticamente un capitone leopardato. Con estremità fluorescenti rosa.


Ovviamente, a causa dell’ormai stranota indigenza giovanile il piano prevedeva di raggiungere la nostra meta a bordo del discobus, che per chi non è mai stato ad Ibiza, merita da solo il viaggio.


Quindi, ci avviammo alla fermata, dove un folto capannello di giovani attendeva l’arrivo del mezzo: ed ora vi prego di immaginarvi la situazione. My sister and I queens of the disco dance, lannina in mood Grandi Conquiste, io che comunque mi facevo notare, chiacchieriamo con questi ragazzi carini aspettando il bus pregustandoci la festa… E quando il bus arriva, l’autista si rifiuta di farmi salire.


Additandomi alla folla come un paria, sentenzia categorico “ No Baby Oil”.


Se devo pensare ad un momento in cui avrei voluto che la terra si aprisse sotto di me per inghiottirmi, mi viene in mente quello.


Grazie a dio siamo poi riuscite a raggiungere l’Amnèsia…E lì si che ti dimentichi tutto!